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Medicina Classica Cinese. Uno degli aspetti più affascinanti dell’antica teoria medica cinese è che i confini del nostro corpo vengono per così dire dilatati, inseriti ed integrati nell’universo.

I principi di base su cui si fonda la scienza medica dell’antica Cina necessitano la comprensione di alcuni punti essenziali della loro visione del Cosmo e della Natura.

Il primo pensiero implica l’idea che l’universo è in perenne trasformazione, tutti i fenomeni sono correlati tra loro e sono governati da un’unica legge che esprime l’aspetto ciclico del perenne mutare, pertanto la ciclicità degli eventi e il mutare delle stagioni consistono nell’avere una primavera cosmologica oggettiva esterna, ma anche una squisitamente soggettiva, interna, dominata dal vento associato al fegato; così, ad esempio, saranno definiti vento i dolori migranti tendinei e le sintomatologie muscolari; nell’età della vita l’adolescenza con il suo impeto di ribellione per una nuova rinascita.

Così nel proprio perenne mutare ognuno avrà una specifica risonanza con la propria infanzia o adolescenza, primavera interna etc etc…

Una stagione estiva dominata dal calore, il Fuoco, associato maggiormente a sintomatologie da causa interna, ovvero tutte quelle evidenti manifestazioni psicosomatiche che coinvolgono una risposta fisica su base emotiva; la peculiare visione Cinese infatti definisce da più di 2000 anni che le emozioni fanno parte di una delle 3 categorie di causa di malattia: interna, esterna, neutra.

Ad esempio, la collera, emozione interna interpretata come il vento esterno, impatterà sul fegato, i muscoli e i tendini, mentre la cosiddetta ansia (calore) o ipereccitazione, impatterà sul sangue, i vasi sanguigni, la respirazione, l’intestino tenue; questo periodo fuoco è associato alla giovinezza dopo l’adolescenza, un tempo nel quale gli slanci emotivi sono ancora predominanti, ma con meno disappunto e maggiore percezione di apertura.

Il pensiero ossessivo o rimuginio (umidità), la digestione, associata all’elemento Terra, periodo di maturazione, trasformazione e ricerca dell’adultità dove la riflessione diventa peculiare.

La tristezza (calore e secchezza) coinvolgerà respirazione ed eliminazione con polmone e intestino crasso, periodo della vecchiaia e del ripiegamento delle proprie energie con diverse qualità definite “Qi”, energie che tendono ad essere ricondensate all’interno come ad essere risparmiate; questa sfumatura energetica è associata ad un elemento definito Metallo, a narrare la capacità alchemica di più sottile trasformazione.

Infine, ma anche in inizio, la paura, il freddo, che impatterà sui reni, la vescica urinaria, associata all’elemento Acqua, periodo in cui la terra riflette il cielo ovvero simbolicamente il non visibile, come un bambino che nella sua purezza ha tutto un cielo infinito da esplorare nella possibilità di esprimere il proprio talento racchiuso nella profondità dei reni; solo vincendo la paura porterà a compimento il proprio mandato. L’elemento Acqua racchiude in sé, nel suo insieme, il significato di fine ed inizio, non vi è quindi inizio senza una fine.

Tutte le emozioni genereranno una turba al cuore considerato l’imperatore che tutto armonizza, dirige e mai dovrebbe essere dis-turbato, il che implica un concetto di responsabilità associato al numero 7. Lo esploreremo nel prossimo post di Medicina Classica Cinese.

A cura di Roberto Poli, docente di Medicina Classica Cinese Scuola di Naturopatia ConSé